Allergie e menù, indicazione degli allergeni, nei propri prodotti /piatti

in Redazionali

Comunicare in modo corretto permette di assolvere agli obblighi di legge e, contemporaneamente, di attrarre i tanti clienti, ben 8milioni, che soffrono di allergia e stentano a fidarsi di ristoranti, bar, gelaterie o altre attività nel food che non sono chiari al riguardo.
I clienti cominciano a giudicare i ristoranti e la varie attività nel food già dal menù, se tali menù, sono chiari, invitanti e completi, portano i clienti a scegliere in modo più oculato e di conseguenza a gradire con maggiore probabilità il piatto ordinato.
Un maggior gradimento fidelizza il cliente al ristorante.
Per quanto riguarda gli allergeni possiamo dire che, se un ristorante propone una frittura mista di pesce, deve spiegare in maniera dettagliata (nel menù) che la stessa viene fatta con una impanatura all’uovo (allergene) e pane grattugiato che contiene glutine (allergene) e che ci sono sia pesci (allergene) che crostacei (allergene).
Cosi dovrebbe essere lo stesso per tutti gli altri piatti.
Da qualche anno a questa parte, si sono fatti passi da gigante, tuttavia ci sono tanti ristoratori che indicano in maniera del tutto generica gli allergeni, scritte tipo “in questo locale si servono pietanze che possono contenere sostanze allergiche, chiedere al cameriere.
Grazie”, oppure “alcuni piatti possono contenere sostanze allergiche”.
Beh diciamo che una comunicazione del genere non è propriamente corretta e da maggio sarà suscettibile a sanzioni da 3.000,00 al 24.000,00 euro.
Medesima sanzione spetta a chi non indica affatto gli allergeni Dal 13 dicembre 2014 è entrato in vigore il Regolamento comunitario relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori, che obbliga l’esercente ad informare il consumatore sulla presenza o meno dei cosiddetti allergeni nei propri prodotti/piatti.
Lo scorso 8 febbraio 2018 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il D.Lgs. n. 231/2017 recante le disposizioni applicative e le sanzioni relative al Reg. UE n. 1169/2011 in materia di etichettatura degli alimenti.
Il decreto entrerà in vigore il 9 maggio 2018.
Molti sono i servizi tecnologici che vengono proposti per adeguarsi a questo Regolamento, che ha come aspetto principale una corretta comunicazione con il cliente, in modo da minimizzare i rischi sulla salute.
Considerando la diffusione di smartphone e tablets, e il loro uso legato ai social networks, di sicuro quello di maggiore interesse anche sotto l’aspetto del marketing e della comunicazione è il menu digitale, un esempio che consente di identificare immediatamente dei potenziali allergeni, oltre che essere un ottimo mezzo per far circolare il proprio marchio grazie al fatto che può essere consultato “in sede” (come un normale menu), ma anche pubblicato e condiviso, generando un effetto di “passaparola” online che oggi è uno degli obiettivi più desiderabili da parte di chi gestisce attività ricettive.
Le persone allergiche conoscono cosa significa mangiare un alimento sbagliato, per questo motivo sceglieranno un ristorante dove possono scegliere con tranquillità e i gestori dei locali hanno il dovere etico di consentire loro di proteggere la propria salute.
Essere “allergy friendly” consente di richiamare quella nicchia (comunque molto numerosa) di clienti sensibili, ed avere un effetto positivo sulla comunicazione e sul marketing della propria attività.

Michele Pigozzo
Giornalista enogastroturista

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