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    Redazionali

    Maltrattamento… come segnalarlo

    in Redazionali

    COME FARE UNA SEGNALAZIONE DI MALTRATTAMENTO
    Se assisti ad un maltratt amento denuncia subito il “reato” ai Carabinieri, il tempo è prezioso in queste circostanze e se
    puoi produci video e foto (atti irripeti bili per la legge).
    Anche l’assenza di acqua è considerato maltratt amento perché sott opone l’animale ad “inuti le soff erenza” e tutt e le
    forze dell’ordine hanno l’obbligo di interrompere il reato, quindi non esitare a chiamarle.
    Se sospetti , ma non ne sei certo, che vi sia un maltratt amento o una detenzione “non idonea” segnalacelo entrando nel
    nostro portale: htt p://www.guardiezoofi le.info/treviso/
    clicca su “FAI UNA SEGNALAZIONE DI MALTRATTAMENTO” compila tutti i campi richiesti e riceverai tempesti vamente
    una risposta!
    Puoi chiedere informazioni anche tramite mail al Nucleo Provinciale Guardie Eco-Zoofi le:
    TREVISO E PROVINCIA – guardietreviso@oipa.org – Coordinatore Costanza Messina, 320 0878805 (15.30/19.30) o il
    Vice Coordinatore Iris Moneta 380 5932010 (12.40/14.50 o 19.45 in poi).
    In TUTTI i casi garanti amo l’ANONIMATO. DATE VOCE ALLE VITTIME INNOCENTI DELL’UOMO!
    E proprio 4 cuccioli ci sono stati segnalati da qualcuno che ad un certo punto non è più riuscito a voltarsi dall’altra parte
    giusti fi cando una detenzione incompati bile con la vita. Vivevano nella sporcizia, uno di loro è stato sott ratt o in condizioni
    criti che, gravemente sott opeso, l’associazione ha una lunga lista di esami ai quali dovrà essere sott oposto. Per ora
    possiamo solo dire che pesa la metà dei fratelli, ha un trauma ad un occhio dovuta ad un colpo, trauma che ha causato
    un danno permanente che non gli permett e di vedere bene. Fati ca a mangiare e ad alzarsi. Al momento non possiamo
    pubblicare una sua foto, seguiteci su Facebook (Oipa Treviso) per tutti gli aggiornamenti .

    Genny Bacchin
    Delegata Oipa sezione Treviso e provincia
    treviso@oipa.org

    Allergie e menù, indicazione degli allergeni, nei propri prodotti /piatti

    in Redazionali

    Comunicare in modo corretto permette di assolvere agli obblighi di legge e, contemporaneamente, di attrarre i tanti clienti, ben 8milioni, che soffrono di allergia e stentano a fidarsi di ristoranti, bar, gelaterie o altre attività nel food che non sono chiari al riguardo.
    I clienti cominciano a giudicare i ristoranti e la varie attività nel food già dal menù, se tali menù, sono chiari, invitanti e completi, portano i clienti a scegliere in modo più oculato e di conseguenza a gradire con maggiore probabilità il piatto ordinato.
    Un maggior gradimento fidelizza il cliente al ristorante.
    Per quanto riguarda gli allergeni possiamo dire che, se un ristorante propone una frittura mista di pesce, deve spiegare in maniera dettagliata (nel menù) che la stessa viene fatta con una impanatura all’uovo (allergene) e pane grattugiato che contiene glutine (allergene) e che ci sono sia pesci (allergene) che crostacei (allergene).
    Cosi dovrebbe essere lo stesso per tutti gli altri piatti.
    Da qualche anno a questa parte, si sono fatti passi da gigante, tuttavia ci sono tanti ristoratori che indicano in maniera del tutto generica gli allergeni, scritte tipo “in questo locale si servono pietanze che possono contenere sostanze allergiche, chiedere al cameriere.
    Grazie”, oppure “alcuni piatti possono contenere sostanze allergiche”.
    Beh diciamo che una comunicazione del genere non è propriamente corretta e da maggio sarà suscettibile a sanzioni da 3.000,00 al 24.000,00 euro.
    Medesima sanzione spetta a chi non indica affatto gli allergeni Dal 13 dicembre 2014 è entrato in vigore il Regolamento comunitario relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori, che obbliga l’esercente ad informare il consumatore sulla presenza o meno dei cosiddetti allergeni nei propri prodotti/piatti.
    Lo scorso 8 febbraio 2018 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il D.Lgs. n. 231/2017 recante le disposizioni applicative e le sanzioni relative al Reg. UE n. 1169/2011 in materia di etichettatura degli alimenti.
    Il decreto entrerà in vigore il 9 maggio 2018.
    Molti sono i servizi tecnologici che vengono proposti per adeguarsi a questo Regolamento, che ha come aspetto principale una corretta comunicazione con il cliente, in modo da minimizzare i rischi sulla salute.
    Considerando la diffusione di smartphone e tablets, e il loro uso legato ai social networks, di sicuro quello di maggiore interesse anche sotto l’aspetto del marketing e della comunicazione è il menu digitale, un esempio che consente di identificare immediatamente dei potenziali allergeni, oltre che essere un ottimo mezzo per far circolare il proprio marchio grazie al fatto che può essere consultato “in sede” (come un normale menu), ma anche pubblicato e condiviso, generando un effetto di “passaparola” online che oggi è uno degli obiettivi più desiderabili da parte di chi gestisce attività ricettive.
    Le persone allergiche conoscono cosa significa mangiare un alimento sbagliato, per questo motivo sceglieranno un ristorante dove possono scegliere con tranquillità e i gestori dei locali hanno il dovere etico di consentire loro di proteggere la propria salute.
    Essere “allergy friendly” consente di richiamare quella nicchia (comunque molto numerosa) di clienti sensibili, ed avere un effetto positivo sulla comunicazione e sul marketing della propria attività.

    Michele Pigozzo
    Giornalista enogastroturista

    Il primo sole non si scorda mai

    in Redazionali

    Finalmente è arrivata la primavera!
    Con le belle giornate sale la tentazione di stendersi a prendere il sole. Le temperature però non sono ancora calde e potremmo rischiare di sottovalutare la quantità di radiazioni UV a cui ci siamo sottoposti, rientrando dal weekend con la pelle arrossata e dolorante (nel migliore dei casi). Nei giorni successivi la pelle si sfoglierà e l’agognata abbronzatura sarà una cocente delusione.
    Ecco quindi i nostri consigli per un colorito dorato nel rispetto della salute della pelle e della
    prevenzione del melanoma cutaneo.

    1 GIOCA DI ANTICIPO!
    Inizia da subito con l’assunzione di integratori preparatori al sole. In particolare sono utili il beta carotene che stimola la produzione di melanina in modo che la cellula cutanea ne abbia disponibilità fin dalle prime esposizioni. Molto utile anche l’olio di borraggine che rende la pelle meno secca e gli antiossidanti come vitamina E e il coinzima Q10 che contrastano i radicali liberi prodotti dalle radiazioni.
    Se tendi a scottarti o sei biondo con occhi chiari puoi abbinare anche hypericum perforatum 15ch (5 granuli mattino e sera a partire da 7/15 giorni prima dell’esposizione).

    2 SCEGLI IL GIUSTO FATTORE DI PROTEZIONE!
    A seconda che tu resti in zona o vada all’estero, che vada al mare o in montagna, in barca o in spiaggia…. e in questo possiamo consigliarti al meglio noi!

    3 NON SOTTOVALUTARE GLI OCCHI!
    Oltre all’uso degli occhiali da sole ti consigliamo integratori a base di luteina e colliri a base di Euphrasia e Camomilla Vulgaris per ridurre lo stress oculare.
    Ti aspettiamo in parafarmacia per un consiglio personalizzato

    Buona Estate!

    Dott.ssa Silvia Favarin
    info@parafarmaciafavarin.it
    www.parafarmaciafavarin.it

    Pensare alla corsa

    in Redazionali

    Vi sto scrivendo da Madrid, anche questa volta. Sono un po’ in ritardo con il mio articolo, la redazione mi sta tartassando di telefonate, mah…ho sempre la scusa pronta:”perdonatemi, vivo di corsa…”
    Ed effettivamente è proprio la mia vita ad essere esageratamente piena di impegni attualmente, ma alla corsa non ci rinuncio mai. Penso sia uno stile di vita; anche ora che non ho molta possibilità di allenarmi la mia mente non smette mai di “indossare” le scarpette da running e correre. Stasera l’unico pensiero é proiettato a domenica prossima: dopo parecchi mesi che non faccio una competizione con più di 50 km, il prossimo fine settimana mi attende un’appuntamento che solo un folle oserebbe affrontare visto lo scarso stato di forma in cui mi ritrovo.
    La gara si chiama SCHIO ULTRA JUNGLE, un trail running di 52 km e ben 4000 metri di dislivello positivo…
    Domenica scorsa ho fatto 20 km qui a Madrid, in “casa da campo”…parco di cui vi avevo parlato nello scorso articolo, eh…è stato difficile, figuriamoci affrontare quella folle gara con start alle 7.00 di domenica 29 aprile in piazza a Schio…
    Vi racconterò come sarà andata nel nostro prossimo appuntamento…per ora mi limito a rendere pubblici i miei “mantra” serali… Serviranno le gambe, il fisico, il fiato…ma sopratutto servirà cuore, passione, resilienza; servirà la testa, la concentrazione. Soffrirò, lo so…ma sorridendo, perché la fatica quando la cerco diventa piacere.
    Odierò la salita in qualche momento, ma so già che è la montagna l’unico posto dove vorrei essere.
    Sarò io, intimamente io, con i miei limiti, le mie uniche forze…i miei pensieri.
    Mi aggrapperò a tutto quello che ho a disposizione, perché il trail running è vita, la mia vita…ed ogni volta è come rinascere.
    So…never give up, Schio, sto arrivando.

    Arch. Luca Frasson

    I fiori della primavera sono i sogni dell’inverno raccontati, la mattina, al tavolo degli angeli

    in Redazionali

    È primavera! Gli alberi fioriscono, i fiori colorano i prati verdi, le giornate si allungano, il clima migliora e forse qualcuno di noi potrebbe risentire di questo passaggio stagionale
    I repentini mutamenti delle condizioni climatiche, gli sbalzi di temperatura, le allergie spesso queste e molti altri fattori possono incidere sull’aspetto psicologico. Un recente studio ha evidenziato che circa il 70% degli italiani durante la stagione primaverile soffre di alcuni disturbi come irritabilità, insonnia, pianto immotivato, debolezza e ansia. Stiamo parlando di un disturbo riconosciuto dalla comunità scientifica, definito inizialmente come Disturbo Affettivo Stagionale (SAD), ora classificato invece come disturbo a “pattern stagionale”.
    Anche se la causa del disturbo affettivo di depressione stagionale non è nota, le ricerche condotte finora suggeriscono che il SAD sia innescato da un disturbo del ciclo della melatonina, che porta ad uno squilibrio del ciclo circadiano.
    È stato documentato che, quando i livelli di melatonina sono anormali (troppo alti o troppo bassi), possono comparire sintomi collegati a disturbi psichici. Per esempio, studi recenti hanno dimostrato che i livelli di melatonina sono eccessivamente alti in persone con disturbi maniacali (soggetti a cambiamenti estremi del tono dell’umore), mentre sono eccessivamente bassi in coloro che soffrono di depressione. Tali effetti si manifestano nei mesi di febbraio e aprile e coincidono con la variazione della lunghezza della giornata e delle condizioni climatiche. Questi fattori hanno un impatto sui ritmi quotidiani dell’individuo, portando alla necessità di adattarsi ai cambiamenti. La variabilità e l’esigenza di adattarsi ad essa genera stress e aumenta la produzione di cortisolo, il cosiddetto “ormone dello stress”.
    Cosa possiamo fare per far fronte agli sbalzi d’umore?
    Intanto definiamo come sbalzi d’umore come cambiamenti improvvisi e immotivati dell’umore che la persona percepisce come qualcosa “fuori dal proprio controllo”. Sottolineiamo che qualora il cambiamento durasse per pochi giorni non costituisce un disagio tale da richiedere una consulenza psicologica specifica. In questo caso è sufficiente rallentare per un po’ di tempo i propri ritmi, concedendosi per esempio dei momenti di relax. Se invece il disagio dovesse proseguire nel corso delle settimane è bene rivolgersi ad uno specialista per una consulenza psicologica. Attraverso alcuni colloqui può essere possibile individuare la causa del malessere e ritrovare, accompagnati dall’aiuto del terapeuta, uno stato di maggior equilibrio. Un ottimo aiuto è fornito solitamente anche da tecniche specifiche centrate sul rilassamento come per esempio il rilassamento frazionato di Vogt oppure il Training Autogeno di Schultz.

    Per quanto ognuno veda l’autunno come una stagione già vissuta,
    la primavera è sempre, agli occhi di tutti, una rinascita.
    Theodore Francis Powys

     

    Dr.ssa Alice Bacchin
    e Dr.ssa Pamela Todesco

    “Il taglio cesareo: una cicatrice da ringraziare, anche se…”

    in Redazionali

    Spesso nel mondo dell’osteopatia e della medicina naturale ho avvertito posizioni fortemente contrarie al taglio cesareo. Questo punto di vista appare discutibile, nel momento in cui queste discipline non si pongono al servizio della medicina tradizionale, pretendendo di essere “alternative” e al di fuori del mondo accademico.
    A mio avviso credo si debba invece sottolineare come il taglio cesareo sia una pratica medica che può determinare la vita o la morte di due individui: la madre e il nascituro. Prima di discutere delle conseguenze possibili in ambito clinico delle interferenze delle cicatrici del taglio cesareo a livello della salute della mamma, credo sia fondamentale ribadire che le indicazioni del taglio cesareo, secondo le recenti linee guida del ministero della salute, sono molto precise e volte a tutelare la salute delle mamme e dei bambini: di qui ecco perché occorre ringraziare questo atto medico e coloro che lo eseguono. Ciononostante, per citare la guida “Taglio cesareo: una scelta appropriata e consapevole”, la scheda divulgativa ottenuta a partire dalle nuove linee guida del 2011, “Il parto è un evento naturale, ma vi è sempre più la tendenza a trasformarlo in un intervento chirurgico. In molti casi, oggi, specie in Italia, le donne partoriscono con il taglio cesareo senza un reale motivo di salute”. Il Ministero della Salute denuncia il caso del numero eccessivo dei parti cesarei che in Italia costituiscono un record, con l’aggravante che il 43% dei parti cesarei sarebbe ingiustificato e questo comporterebbe un aumento dei rischi per la salute della donna e del neonato. Da un punto di vista meccanico una cicatrice, quando presenta aderenze, puo’ essere pensata a delle graffette metalliche o delle mollette sui nostri vestiti che pinzassero tra loro sia gli abiti che la biancheria sottostante: immaginando di doverci muovere, ci troveremmo dei tiranti che limitano i nostri movimenti. Allo stesso tempo queste “graffette” potrebbero invece pinzare tra loro dei piani di scivolamento dove sia particolarmente significativo lo scorrimento di fluidi corporei (linfa, liquido sieroso peritoneale, ecc..) o dove siano alloggiati dei vasi: in tal modo, oltre al movimento, la cicatrice potrebbe influenzare anche la circolazione sanguigna o linfatica. Nei casi più gravi, queste aderenze possono necessitare di intervento chirurgico, ma spesso, nelle forme più lievi, laddove l’alterazione non porta a sintomi immediatamente significativi, l’effetto del taglio cesareo viene trascurato. Ciononostante, a distanza di tempo, possono comparire nella mamma dolori addominali o dolori alla schiena con segni di instabilità lombo-pelvica magari (non dobbiamo dimenticare l’importanza in tal senso delle fasce muscolari addominali e del muscolo trasverso che vengono sezionate durante l’intervento), disturbi di pesantezza al basso ventre, sanguinamenti durante i rapporti. Da un importate studio, per chi si occupa di terapia manipolativa, si è visto che la mobilizzazione e la manipolazione precoce delle aderenze a livello dell’addome (in particolare delle fasce peritoneali) possono prevenire l’instaurarsi di queste aderenze. Attraverso queste tecniche manuali è possibile infatti intercettare le cicatrici che potrebbero interferire negativamente nella postura nel movimento e ridurre il loro impatto a livello corporeo. Negli anni, mi sono reso conto che spesso gli specialisti in ortopedia si dimostrano attenti agli esiti cicatriziali a livello della chirurgia della mano, ben sapendo che questi possono inficiare i risultati dei loro interventi. Ritengo quindi opportuno ricordare che anche le cicatrici nell’addome, e quella del taglio cesareo in particolare, possono interferire in taluni casi sulla biomeccanica lombare e sulla stabilità lombo-pelvica. Auspico che sempre più specialisti in ortopedia e ginecologia tengano conto di queste problematiche coinvolgendo, fisioterapisti ed osteopati nella gestione delle cicatrici post-intervento e delle problematiche post-partum, nell’ottica di una collaborazione professionale sempre maggiore volta al benessere del paziente.

    Dr. Emiliano Zanier
    Osteopata Fisioterapista
    Cell. 349 563661 – www.emilianozanier.com

    La cellulite ha i giorni contati

    in Redazionali

    Più dell’80% delle donne afferma di avere la CELLULITE.
    È ormai risaputo che la cellulite è causata da una alterazione della microcircolazione del tessuto adiposo, da ritenzione idrica e da un incremento dell’accumulo di grassi all’interno delle cellule, inoltre la cellulite si lega allo stress ossidativo dei tessuti.
    Ma è davvero possibile contrastare la cellulite?
    Occorre tenere ben a mente che la cellulite può essere considerata come una disarmonia che comincia all’interno del nostro organismo prima di manifestarsi all’esterno. Quando cominciamo a vedere la buccia d’arancia significa che l’ambiente interno è già congestionato, è pigro per l’accumularsi di grasso e sostanze tossiche.
    Come intervenire allora?
    Il nostro metodo CELLU-TRAP inizia da una diagnosi estetica che valuta la situazione fisica e le abitudini del soggetto per capire le problematiche e costruire un percorso personalizzato. I nostri trattamenti combinati uniscono le proprietà cosmetiche, tecnologiche, manuali e si dividono in 3 fasi.
    1 Fase: preparazione super intensiva che serve a creare idratazione profonda, fornire sali minerali e oligoelementi, alzare le difese immunitarie, sblocca i ristagni, potenziando l’effetto di tutti i trattamenti successivi.
    2 Fase: intervento posturale che cerca di riequilibrare le zone del corpo compromesse da una postura forzata quotidiana come stare sempre in piedi, stare seduti davanti a un computer, stare sempre in auto ecc.
    3 Fase: attacco al problema specifico. Il corpo è pronto per essere trattato a livello localizzato,cioè, dove ha il problema. Questo avviene tramite l’uso di trattamenti manuali e cosmetici localizzati, macchinari specifici come LPG, RADIOFREQUENZA, ULTRASUONI. Le tre fasi del metodo unite a una corretta alimentazione e un minimo esercizio fisico, l’uso di prodotti domiciliari cosmetici mirati ed eventuali integratori fa si che i tessuti profondi si reidratino, sblocchino i liquidi stagnanti, si sfiammi il tessuto congestionato e infiltrato di scorie e noduli, migliora il microcircolo sanguigno, il tessuto è più tonico e compatto.

    ORA PUOI SCEGLIERE !
    Puoi continuare a fare quello che hai sempre fatto oppure se vuoi davvero dire basta alla cellulite
    affidati al nostro sistema e ti aiuteremo a raggiungere il tuo OBIETTIVO.
    NO TRATTAMENTI INVASIVI • NO DIETE DRASTICHE • NO TRATTAMENTI STANDARD
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    Estetica Luigina
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    Tel. 049 5969622 Cell. 340 3073263

    Vino: naturale, bio biodinamico, libero

    in Redazionali

    Un vino ideale, come quello di una volta, quello del contadino, quello puro senza contaminazioni, quante volte sento queste affermazioni che mi lasciano a bocca aperta per la confusione che regna spesso tra i consumatori.
    Il vino naturale nell’immaginario collettivo porta ad immagini bucoliche del contadino che pigia i grappoli con i piedi , che mette il mosto in botte, fa travasi ad ogni luna, crescente se vuole bollicine o calante se lo vuole fermo, infine lo imbottiglia nei bottiglioni e lo vende a poco prezzo perché fatto in casa. Cercherò di fare un po’ di chiarezza. Con il termine ‘vino naturale’si fa riferimento ad una certa categoria di vini che, oltre all’adozione delle tecniche dell’agricoltura biologica, non presentano nessuna sostanza addizionata al mosto; dunque nessun correttore di acidità, anidride solforosa o coadiuvanti vari. I vini naturali comunque non obbediscono ad alcuna normativa è spesso i solfiti vengono comunque aggiunti per prevenire ossidazioni o deviazioni batteriche.
    Quando si parla di vino biologico si fa riferimento alla riduzione degli interventi della chimica sia in vigneto che in cantina, alla certificazione del prodotto e alle tecniche di lavorazione secondo il regolamento europeo.
    Il vino biologico si presenta ai consumatori con un marchio di qualità universalmente identificabile che consiste nella soppressione delle sostanze chimiche e la limitazione dei solfiti, nonché la riduzione delle risorse idriche utilizzate e la scelta di norme di coltura biologiche che prevengano gli attacchi parassitari in maniera naturale. In sostanza, i vini biologici cercano di conciliare la salvaguardia dell’ambiente con la genuinità dei cibi che consumiamo. La quantità di solfiti secondo la normativa vigente per i vini biologici non deve superare i 100 mg/l per i rossi ed i 150 mg/l per i bianchi e rosé, (circa 50 mg/l in meno dei vini convenzionali). Fanno eccezione solo i vini dei Paesi del centro e del nord d’Europa, più zuccherini, che arrivano ad un limite di 120 mg/l per i rossi e di 170 mg/l per i bianchi. La differenza tra il vino biologico (che è tale perché certificato secondo il Regolamento Europeo del 2012) e il vino libero (definizione introdotta recentemente da Oscar Farinetti, patron di Eataly), consiste nella riduzione della chimica sia in cantina che in vigneto. Il vino cosiddetto libero è tale semplicemente perché autodisciplinato da produttori che non intendono sottostare alle regole previste dall’Europa per ottenere le dovute certificazioni. Una questione che, a ben guardare, ha più a che fare con i costi aggiuntivi che ne deriverebbero che con un romantico concetto di libertà.
    Vino biodinamico: si deve al filosofo Rudolph Steiner questa filosofia che dagli anni venti, ha avuto un un crescendo di interesse. La certificazione biodinamica è quella rilasciata dalla associazione Demeter in base alla quale tutto il ciclo dal trattamento del terreno, del letame, del terriccio è in stretta correlazione con le energie del terreno, degli esseri viventi e delle forze cosmiche. In vigna si possono utilizzare solo sementi delle piante certificate e si possono utilizzare concimi organici. L’uso dell’anidride solforosa non può essere superiore ai 70mg/l per i rossi, 60mg/ per i bianchi e rosati. La materia è complessa, la mia conclusione è che un buon vino è sempre il frutto di amore per la terra, professionalità e anche onestà intellettuale; quindi fidatevi dei consigli del vostro sommelier.
    Cin cin e buona degustazione. Potete contattarmi al 347 7626145 oppure via mail all’indirizzo sopra, per acquisti . Sono a vostra disposizione anche per clienti privati con stupende offerte.
    Se siete curiosi ed appassionati dello straordinario mondo del vino potete seguirmi anche su FB alla pagina LuigiWines e su INSTAGRAM .

    Luigi Lago
    Sommelier professionista AIS,consulente e vendita vini selezionati
    Cell. 347 7626145

    Gestione e organizzazione aziendale: da dove e come partire

    in Redazionali

    Abbiamo spesso discusso dell’importanza del controllo di gestione e dell’organizzazione aziendale anche nella piccola e media impresa. A nostro avviso, si tratta dell’imprescindibile termometro aziendale col quale tenere costantemente monitorato l’andamento delle proprie performance. Oggi vogliamo offrire una chiave di lettura più pratica, utile per chi decidesse di interfacciarsi per la prima volta con questo nuovo approccio della gestione d’impresa. Il punto di partenza è sicuramente l’analisi swot, ovvero un documento di sintesi che si potrebbe paragonare ad un’introspezione aziendale. L’imprenditore ed il consulente sostanzialmente non fanno altro che fotografare la situazione economica, patrimoniale e soprattutto organizzativa dell’impresa al tempo zero, ad oggi. L’obiettivo è quello di poterla poi raffrontare a quella dei principali competitor, sui quali viene fatta la stessa operazione (ottica di “benchmarking”), e trarre da questo processo conclusioni circa la strategia organizzativa vincente da porre in essere quanto prima. L’analisi swot si suddivide nell’approfondimento di quattro sezioni differenti ciascuna a suo modo determinante nel contribuire all’obiettivo che si vuole raggiungere: una strategia d’impresa redditizia e vincente per il soggetto analizzato. Le quattro sezioni da considerare affinché l’analisi swot sia puntuale sono: punti di forza dell’impresa, punti di debolezza, opportunità e rischi. I punti di forza sono sostanzialmente gli aspetti dell’impresa che la rendono preferibile ai competitor sul mercato, siano essi di prodotto, organizzativi, relativi alla struttura di costi contenuta o afferenti alle innovative modalità con cui ci si rivolge ai propri clienti. Tutto quanto insomma crea reale valore aggiunto per l’impresa. I punti di debolezza sono al contrario tutte quelle fasi caratterizzanti l’impresa che sono migliorabili e attualmente non performano come dovrebbero: si tratta anche qui di aspetti specifici e singolari per ogni impresa, i quali possono fare riferimento a problematiche produttive, distributive, finanziarie o anche relative per esempio alla compagine aziendale intesa come insieme di risorse umane. Potrebbe rendersi necessaria una riorganizzazione aziendale sulla base di questi rilievi, potrebbero emergere strategie fiscali da porre in essere per migliorare l’impatto della gestione delle tasse sull’andamento economico, considerazioni relative alla struttura di costo del lavoro o semplicemente strategie produttive migliori rispetto alle attuali. Le opportunità sono l’insieme delle condizioni potenziali che già esistono ma non sono utilizzate. La struttura attuale d’impresa potrebbe intraprenderle solo qualora ci fosse una variazione rispetto all’attuale strategia d’impresa. Esse dipendono dal mercato di riferimento al quale si appartiene, analizzato in base al comportamento dei propri clienti di riferimento, alle nuove tendenze di processo o di prodotto, all’andamento dei prezzi e al potenziale di sviluppo inespresso. I rischi sono quei fattori aleatori e incerti che potrebbero caratterizzare negativamente il proseguo dell’attività aziendale ma ancora non interferiscono con esso. Conoscerli è determinante per far sì non intacchino la struttura d’impresa e condizionino quindi le sue performance.
    L’analisi combinata di queste quattro categorie prende il nome quindi di analisi swot, con la produzione di un documento di sintesi che è alla base di qualsiasi strategia di organizzazione aziendale.

    Studio Stefani
    Consulenza Globale per l’impresa
    info@studiostefani.it – www.studiostefani.it

    Maggio: Salute e Benessere Psicofisico per tutti!

    in Redazionali

    Cari amici di People Magazine, questo mese dobbiamo assolutamente riunire tutta la nostra buona volontà e prepararci al meglio per vivere l’estate con il corpo in perfetta forma!
    Nella mia Scuola di Portamento e Bon Ton di Padova, come ormai saprete, insegno ai miei allievi (uomini e donne di tutte le età: dai 10 ai 75 anni) a conquistare da soli una corretta postura, con esercizi e consigli che oggi voglio trasmettere anche a tutti voi. LA POSTURA È IL NOSTRO PRIMO BIGLIETTO DA VISITA prodotto dal nostro corpo, con il termine postura, definiamo il nostro più frequente modo di stare in piedi, seduti, di muoverci e che esprime parte di quello che siamo e che ci rende riconoscibili e unici, inoltre, al portamento, corrisponde la personalità, l’atteggiamento verso la vita e verso gli altri e sicuramente il nostro STILE PERSONALE. La persona con UN PORTAMENTO ERETTO E ARMONIOSO, trasmette l’immagine di colui che AFFRONTA LA VITA con POSITIVITÁ FIDUCIA OTTIMISMO. Imparate ad analizzarvi: mettetevi davanti ad uno specchio a figura intera e restate dritti in piedi nella vostra posizione abituale con le braccia lungo i fianchi e osservatevi di profilo: tracciate mentalmente una linea retta che parte dalla testa, passa dall’orecchio, spalla, braccio e scende passando dal dito medio, fino al malleolo, allineatevi in questo modo per raggiungere la POSIZIONE ERETTA IDEALE E PIÚ ELEGANTE cercando di spingere le scapole verso l’interno della schiena in modo da aprire i pettoralI, anche gli addominali dovrebbero rimanere leggermente contratti. La testa alta e lo sguardo dritto davanti a voi deve seguire la linea dell’orizzonte, ABITUATEVI A SORRIDERE fin da quando vi alzate al mattino, solo PENSIERI POSITIVI, per raggiungere le mete più ambite. I medici consigliano di BERE MOLTA ACQUA almeno 2 lt distribuiti nella giornata, migliora l’aspetto della pelle mantenendo una buona idratazione, depura il corpo facilitando l’eliminazione delle tossine, fa perdere peso aumentando il senso di sazietà e permette di essere più concentrati.
    UNA PASSEGGIATA AL GIORNO A PASSO SOSTENUTO ricavate almeno mezz’ora per una uscita all’aria aperta, ossigenare e rilassare corpo e mente, meglio se a contatto con la natura anche per appagare lo sguardo. Per chi soffre di SOLITUDINE consiglio sicuramente la PET THERAPY, cane, gatto o uccellino, sapranno donarvi benessere e serenità anche nelle situazioni più negative.
    …E per finire, quando vi presentate, ricordate che la stretta di mano dovrà essere decisa, forte quanto basta, veloce e …supportata da un sorriso spontaneo e positivo! Sono a vostra disposizione per consigli e suggerimenti e…per essere ancora più presente ho realizzato la mia App Dina Mazzucato Schiller che potete scaricare sia per Android che per Apple, vi ricordo anche il mio Blog: DinaMazzucatoSchiller.com –Auguro un buon maggio in forma a tutti!

    Dina Mazzucato Schiller
    Fashion Stylist Art Buyer Tutor di Portamento e Stile Regista di sfilate ed Eventi

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